Progetto
ALVINA 2016-2017
 

L’hiker, ovvero: “un professore tra le nuvole”

(Parafrasando il famoso film della Disney del 1961 ed il remake del 1997 con il compianto Robin Williams)

E’ con un certo imbarazzo che mi accingo a parlare in prima persona, per una naturale ritrosia e forse anche un po’ di alterigia. Se lo faccio è solo perché penso che personalizzare un progetto sia utile a renderlo condivisibile, soprattutto se è un progetto che impegna a fondo fisicamente e psicologicamente.

Intanto dico chi sono e questo può aiutare a capire il perchè di questa avventura.

Sono un professore di una grande Università che in un suo ramo si occupa anche di montagna ed opero, come insegnamento ed attività di ricerca, in un settore meraviglioso e complesso che è quello della chimica biologica. Una disciplina che, come certi rami della fisica, si propone di comprendere i complessi fenomeni alla base dei processi vitali e della natura della materia, rispettivamente, andando in profondità, alle radici delle conoscenze. Pertanto ci sono analogie interessanti nei percorsi scientifici e sperimentali di queste materie, e l’avventura a cui mi accingo. In entrambi i casi si tratta di un cammino spesso difficile e faticoso; in entrambi i casi l’obiettivo ultimo è di cercare la chiave che ci apre a nuove conoscenze. Inoltre bisogna essere un po’ pazzi o visionari per intraprendere una carriera in queste aree, così come per avventurarsi per centinaia di chilometri in territori meno usuali di quelli frequentati quotidianamente!

Un altro aspetto importante legato a questa avventura è l’età del camminatore. Durante il percorso di quest’anno compirò 64 anni; un’età decisamente matura. Fino a un po’ di decenni fa si sarebbe detto: un vecchio! Dunque la sfida è anche quella di dimostrare che si possono intraprendere (completare è da vedersi!) avventure a qualunque età, con una condizione fisica ed un allenamento adeguati, da cittadino quale sono e non da alpinista o professionista della montagna e in più in solitaria. La sfida è quindi anche soggettiva e rende l’avventura ancora più attraente.

Se qualcuno avrà voglia di percorrere dei tratti con me, penso in primis a familiari e amici, ma non solo, ben venga. La condivisione, non solo quella virtuale che cercheremo di implementare con il gruppo di entusiasti colleghi di Edolo, è fondamentale in un progetto di comunicazione e testimonianza. Tuttavia io avrò il mio itinerario, i miei ritmi (lenti) e le mie necessità a cui non posso sottrarmi per non perdere concentrazione e ritmo, rischiando un insuccesso.

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