Progetto
ALVINA 2016-2017
 

Il primo step (giugno-luglio 2016)


In questa pagina ho aggiunto commenti, pensieri e riflessioni che volevo condividere. Non è stato un diario di viaggio sistematico, né un blog. Il mio pensiero è stato infatti quello di … camminare, senza di che non c’è nessuna impresa.

Per chi ne avesse voglia …. buona lettura!

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Sabato, 11/06/2016

Via Alpina B3 Trieste Opicina-Duino

Tappa regale asburgica: panorami ampi del golfo di Trieste, castelli  (Miramare e Duino) a marcare  il percorso, sentieri larghi e pieni di storia.

Qui compio il primo dei circa 2 000 000  di passi che mi attendono.






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Domenica, 12/06/2016

Via Alpina B4 S. Giovanni in Timavo-Gabria

Abbasso la guerra: ovvero uccidersi per un lembo di terra aspra e dura come uno scoglio eroso dal mare. Tra quei poveretti c’era mio nonno nel mese di  giugno di 100 anni fa. Ora ci passo io combattendo contro la vegetazione più fitta, una umidità insostenibile e gli insetti che vorrebbero mangiarti vivo. Brutta tappa, ma istruttiva.






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Lunedi, 13/06/2016

Via Alpina B5 Cormons-Castelmonte

Due facce: metà nell’opulento Collio dove il vino scorre sui sentieri e le cascine profumano di fermentazione e metà pellegrinaggio tra boschi fitti e una strada che non finisce mai e ti porta in salita dove tanti fedeli aspirano ad arrivare (spesso in pullman!). Per fortuna sono solo e posso apprezzare l’atmosfera rarefatta del luogo.






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Mercoledi, 15/06/2016

Tappa: Castelmonte-Rifugio Casoni Solarie

EST-EST-EST: lo ha già detto qualcuno, ma lo ripeto io ora. Ho camminato fino a dove finisce l’Est, che per me è questo rifugio sperduto dove passa la frontiera con la Slovenia. D’ora in poi camminerò prevalentemente verso Ovest cioè verso la meta, verso casa. Sono questi pensieri insensati, ma basilari che aiutano quando la motivazione scema. Penso che avrò occasione di citarne altri.






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Giovedi, 16/06/2016

Tappa: Rifugio Casoni Solarie-Rifugio Pelizzo

Variazioni sul tema: le condizioni meteo e lo stato penoso dei sentieri invasi dalla vegetazione o infangati e scivolosi come se fossero ghiacciati mi obbligano ad una digressione importante dalla Via. Così cammino su strada fin che posso. Questo aumenta la sicurezza, ma rende il percorso assai noioso. Del resto in mezzo alla nebbia c’è poco di meglio da fare (nessuna foto).

Venerdi, 17/06/2016

Tappa: Rifugio Pelizzo-Loch 

Variazioni sul tema, 2: continuano pessime condizioni meteo, fango e rischio di cadute alto (vedi foto). Ancora decisioni difficili ed estemporanee su tracciati da seguire o meno. Non incontro nessuno per ore e quindi devo fare da solo. L’ispirazione mi porta in un borgo sulla strada principale. Uno del luogo si dichiara disposto a portarmi alla meta, ma dopo aver fatto benzina a Caporetto. Una disfatta anche per il mio itinerario e un sorso di rosso a ogni bar sloveno o italiano che sia. Per fortuna mi molla prima di andare a sbattere. Domani si vedrà.





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Sabato, 18/06/2016

Tappa Zaro-Campo di Bonis 

…salite, discese e le risalite: altra citazione che dà l’idea di come si procede in questa zona. Ancora isolamento totale. L’uomo non è parte di questa natura selvaggia. Verde sopra, sotto, anche le nuvole sono grigio verdi, ma almeno oggi sono innocue. Occhio alle zecche: ieri me ne sono tolta una da un polpaccio con una provvidenziale pinzetta. “Atterro” in un agriturismo dove gli ospiti del sabato sono andati a cavallo nel maneggio. Non li portano fuori; c’è il rischio che si facciano male alle zampe. ….e io, no!?






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Domenica, 19/06/2016

Tappa Tarcento-Gemona 

Fuori strada! Scopro per caso che l’unico punto di appoggio della zona è chiuso da due anni! Ancora revisione drastica e forzata dell’itinerario. Grazie a un passaggio prima di una cavallerizza e ai soliti piedi poi arrivo a Gemona del Friuli nel quarantennale del terremoto. Domani spero di poter riprendere itinerari un po’ più alpini (nessuna foto).






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Lunedi, 20/06/2016

Tappa: Moggio Udinese-Rifugio Grauzaria 

Che fare? Continuo a usare citazione altrui, qualcuna più nobile qualcuna meno, per sintetizzare la situazione. Se arrivi alle 3-4 del pomeriggio con 600m di dislivello positivo e il rifugio è chiuso è legittimo chiedersi che fare (oltre a bussare forte, gridare al bosco: c’è nessuno?, provare per l’ennesima volta a telefonare giusto per farti catturare dalle antenne austriache) con il cielo che si sta rannuvolando? Semplice: si torna giù di gran corsa con l’umore più tetro che si può. Inutile dire che da almeno tre ore non incontro anima viva. Prima di scendere scatto qualche foto che allego. Una vezzosa locanda di Moggio mi accoglie in serata. Zuppa di verdure e polenta con salsiccia. Il nervosismo si attenua ma un’altra decisione è presa: salto forzosamente due tappe che il rifugio legava e riparto da Arta terme.






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Mercoledi, 22/06/2016

Tappa Arta terme-Ovaro  

Carnia : Tarvisiano-Gemonese = Svizzera : Ucraina

Una semplice proporzione per raffigurare il cambio netto che si nota arrivando in questa regione rispetto alle precedenti percorse. Il tempo rimessosi al bello fa la differenza e la maggiore quota il resto. Il risultato si vede dalle foto allegate. C’è anche un mio tallone un po’ gonfio curato con neve di una slavina non ancora sciolta. Il beneficio è sensibile. Me ne ricorderò.






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Giovedi, 23/06/2016

Tappa Ovaro-Sauris  

Hai voluto la bicicletta? Io no veramente, ma la salita sulla Costa Stentaria  (nomen omen!) è massacrante lo stesso: 1300 e passa metri di salita pura senza cambiamenti di pendenza. Non è un caso che la vogliano proporre per il Giro d’Italia. Il sole e lo zaino pesante fanno il resto (foto). All’arrivo al rifugio devo far pena perché mi offrono subito da bere. Mi sembra di essere rimasto solo ombra. Ma, come succede a volte, chiodo schiaccia chiodo e il dolore al tallone è quasi scomparso. Cena con i gestori e il loro sveglio figlioletto. La salsiccia galleggia su un grasso che pian piano tende a rapprendersi. Sogni confusi nella notte, ma digestione perfetta, complici i ripetuti assaggi di grappe alle erbe varie.






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Errata corrige

Quando ho potuto rileggere la leggenda relativa a: Est  Est Est mi sono reso conto dell’equivoco. La citazione non ha nulla a che vedere con i punti cardinali, ma più banalmente vuol dire: c’è, c’è, c’è. Che cosa? Il vino buono che il protagonista della storia cercava! In ogni caso mi era piaciuta come citazione e la manterrò così anche se palesemente sbagliata!